Il mio miracolo
Cara Jenny,
sono nato il 10 settembre 2006. Sì, fino a quel momento non posso dire di aver vissuto perché non ho mai amato. Quel giorno, dopo settimane di turbamenti, ho provato il più grande dolore della mia vita. Credevo di aver trovato la ragazza giusta per me, ma lei era già di un altro. Capita, ma quando quel giorno ti ho vista accanto a quella persona mi sono sentito male. Un dolore forte, al petto, alla testa, insopportabile! Non saprei dire cosa mi sia successo, ma stavo malissimo. Sono nato sul serio quel giorno, anzi, quella notte.
Non potrò mai far capire a pieno a nessuno quella sensazione, forse solo provandola si può comprendere. Dopo anni di domande interiori, di paura verso l’amore e la vita, mi sono trovato davanti due occhi di fanciulla che mi hanno portato via il cuore per por scoprire che nel suo di cuore c’era già qualcun altro. Non so se si può sopportare un cosa simile, io non ci sono riuscito… e, grazie al cielo, ho reagito.
Cara Jenny, mi hai portato dove i miracoli accadono veramente, dove la Regina della Pace si è mostrata e continua a mostrarsi. Non sempre però c’è bisogno di apparizioni di questo tipo per parlare di miracolo. Il Buon Dio fa tanti piccoli miracoli e noi non ce ne accorgiamo neanche. Come potrei chiamare quello che mi è successo se non con questo nome, miracolo?! Lo dico perché mi conosco, so quale paura e quale blocco ho sempre avuto verso i sentimenti veri, quelli profondi, quelli che portano via… li ho sempre rifiutati, timoroso e vigliacco.
Poi, un giorno sei arrivata tu, il mondo si è fermato, il cuore ha cominciato a battere più forte. Sono bastati pochi giorni e ho capito.
Il mio miracolo ha un nome, il tuo, è niente potrò più chiedere a Dio se non la forza per starti accanto, per renderti felice, per non soffocarti e trattarti dolcemente. Io il mio seme lo coltivo da quel giorno, con la fiducia che non avevo nemmeno in me stesso, quella che anche tu non mi concedevi, quella che tutti non volevano concedere a questa mia storia. Non è forse questo il significato della parola “fede”? C’ho creduto, anche quando sembrava che tu rifiutassi il mio amore.
Forse non sarei
come sono adesso
forse non avrei
questa forza addosso
forse non saprei
neanche fare un passo
forse crollerei
scivolando in basso
invece tu sei qui
e mi hai dato tutto questo
come è grande il mondo insieme a te
è come rinascere
e vedere finalmente che
rischiavo di perdere
mille miliardi e più di cose
se tu non mi avessi fatto
il dono di dividerle con me
La paura di perderti
Cara Jenny,
riporto questo articolo perchè mi ha molto toccatto.
****
Serena Williams ha il cuore spezzato e lo racconta lei stessa nel diario online che tiene sul suo sito. Una confessione strappalacrime in 600 parole nella quale la fortissima tennista rivela di essersi innamorata di un ragazzo che l’ha poi scaricata brutalmente, dicendole di aver bisogno “di più spazio”. Nel post dal titolo “Stand in these shoes (I’m sure u have before)” (mettetevi nei miei panni, sono sicura vi è già capitato…), la Williams rievoca ogni attimo della sua sfortunata storia d’amore: “Quando incontrate una persona con la quale vorreste passare ogni secondo della vostra vita – scrive Serena – non riuscite a stare lontani da lei, cominciate a sentirvi come non vi siete mai sentite prima e a fare cose che mai vi sareste sognate. Lui vi dice che vi adora e che siete fatti l’uno per l’altra e voi vi prendete cura di lui e siete totalmente prese e sentite che questo potrebbe durare per sempre”.
Finora l’americana […] era sempre stata molto abbottonata sulle sue faccende private, ma evidentemente le pene d’amore patite per l’uomo misterioso […] devono averla fatta sciogliere un pochino, tanto da farle ammettere che questo ragazzo è riuscito a conquistarle il cuore, malgrado fosse stata piantata in precedenza da un altro. “Inizi ad avere fiducia in lui – continua Serena – e questo è qualcosa che non credevi sarebbe stato possibile dopo la prima delusione. Ma all’improvviso il tuo cuore esce dalla gabbia d’acciaio in cui lo hai imprigionato, le settimane diventano mesi e tu non vuoi parlare con nessun altro, eccetto lui. E poi un giorno succede quello che tu hai sempre temuto che prima o poi sarebbe capitato: lui smette di chiamarti. E quando lo fa, magari dopo una settimana di totale black-out, è solo per dirti che “ha bisogno di spazio”. Tu resti annichilita da queste parole e capisci il motivo per cui avevi tenuto il tuo cuore in una gabbia d’acciaio: per evitare di vivere ancora un giorno così. E alla fine arrivano anche le lacrime, che ti fanno sentire un po’ meglio, ma il dolore è così forte che ti penetra nell’anima”.
Malgrado la delusione che l’ha lasciata cinica e disincantata, Serena non sembra, però, disposta a rinunciare all’amore: “Alla fine, lo sai che ci riproverai ancora e che ritroverai le chiavi del tuo cuore – conclude la tennista –, ma sai anche che una parte di te continuerà a pensare: succederà di nuovo”. (Fonte: Gazzetta.it)
***
Conosco e ammiro l’atleta Serena Williams, non conosco il dolore che si prova quando si viene lasciati, ma non nascondo che il solo pensiero mi fa male, molto male. Ci vuole coraggio per parlare al mondo (Serena è tutt’oggi una delle sportive più famose del mondo e il suto sito web è disponibile in 4 lingue) dei propri problemi, dei propri dolori, ma può far bene sapere che altre persone ci sono passate, che provano le stesse emozioni, che, in fondo, quando si parla d’amore, siamo tutti molto simili.
Vedi Jenny, la paura di perderti mi angoscia da quando stiamo assieme. A volte mi dico da solo che non va bene, che è qualcosa di negativo, che rende gelosi, troppo gelosi; a volte invece mi sembra una cosa buona perchè mi dà la misura di quanto tengo a te. Se puoi, se riesci, aiutami a vincerla, stammi vicina!
Ci sono delle sere…
Cara Jenny,
ci sono delle sere in cui mi assale la malinconia, un modo più dolce, secondo me, di dire che si è tristi. Mi chiedo come mai e non sempre mi so rispondere. Questo non mi piace, mi fa sentire sbagliato. Perchè mai uno dovrebbe essere triste senza motivo? In fondo, cosa mi manca?! Perchè sto così?! Essere critico con me stesso però non serve…
Ho come la sensazione di essere in ritardo, su tutto: nei sentimenti, nel lavoro, nelle amicizie, nei viaggi che ancora non ho fatto, nei figli che non ho avuto, ecc. Non che mi pesi questo ritardo, ma mi fa affrontare, anche inconsapevolemente, tutto con un’ansia spasmodica, con una ossessione che mi infastidisce. Perchè non riesco ad affronatare la vita in modo semplice? Forse è l’altra faccia della mia personalità, non si può essere così sensibili, riflessivi, idealisti e romantici senza passare per queste pene.
A volte mi sento talmente insicuro che non so a cosa attaccarmi, nulla riesce a farmi sentire meglio. Quando sei arrivata tu poi, tutto si è amplicato. Cosa mette di più in gioco del dichiare il proprio amore ad un’altra persona? Io, soccombendo sempre alla mia ansia, ho sempre evitato anche solo la possibilità di mettermi in gioco, non solo in amore. Poi l’ho fatto per te, mia Jenny. Ora per me sei molto di più di una fidanzata, sei molto di più della donna che voglio sposare, sei la dimostrazione che la vita può essere meglio di quello che credevo. Per quanto “sbagliati” e “strani” ci si possa sentire, ora credo che ci sia per tutti, da qualche parte, un’altra persona per cui si è “giusti” e “speciali”.
Dovrei essere felice, e in certi momenti lo sono, moltissimo. Quando ti guardo mi commuovo, ti vedo bella più di quanto nessuno possa comprendere. Non è un’allucinazione, non sono solo condizionato da quello che provo, no, non è così. Per me sei l’occasione di riscatto verso la vita che mi è sempre passata davanti, come un treno, senza che io sia mai stato capace di salire e capire dove potesse portare.
Ora spero di riuscire ad affrontare questo viaggio, anche se la mia ansia me lo fa vedere senpre più duro e difficile di quanto sia in realtà, ma sul treno su cui sono salito non sono solo, ho trovato una compagna. Quando non ci sei, non è più come prima, quando lo stare da solo era la normalità. Quando non sei con me è tutto più difficile, come se fossi sempre stato una metà incompleta a cui mancava… l’amore, come l’albero di quella canzone, “Favola”, che credeva di non aver bisogno di nessuno fino a che non gli passarano accanto due occhi di fanciulla e capì che “la felicità non è mai la metà di un infinito”.
Ora, grazie a quello che hai scatenato in me, sono finalmente in viaggio verso una destinazione ignota, magari il paradiso, “quel viaggio ad un senso solo, senza ritorno se non in volo”.
Ci sono delle sere in cui mi sento triste, ma tu, Amore mio, non pensare mai che io non ci sia. Sei la cosa più bella che mi sia mai successa, grazie a te ora credo, credo nella vita. Solo, “Lasciami il tempo di superare gli ostacoli, di diventare migliore, di imparare a gustarmi la vita”, ricordi? Le hai scritte tu queste parole. Non sono poi così in ritardo…
Tuo, Forrest.
Preghiera a Dio
Lasciami il tempo di superare gli ostacoli
Di diventare migliore
Di imparare a gustarmi la vita
Lasciami il tempo di perdonare le offese
E di perdonare me stessa
Che questo tempo mi insegni ad Amare
E riconoscere l’amore
In questo tempo concedimi una forza inesauribile per camminare senza fermarmi
Porgimi la tua mano quando cedo
Insegnami l’Amore e la perseveranza
Insegnami ad accettare la libertà ovunque mi conduca, ovunque conduca le persone che amo
Dipingi il sorriso nel mio cuore, nel cuore delle persone che amo
permettimi di riconoscere il bene
permettimi di gioire per le piccole cose
permettimi di superare le sofferenze
E apri le mie mani alla vita
Placa la mia rabbia
Spegni i miei tormenti
Lasciati riconoscere
Permettimi di sostenere gli afflitti, qualunque sia il loro abito
Concedimi di amare per tutta la vita,
Che io possa portare speranza a chi mi è vicino
Che io possa condividere questa preghiera con chi amo
Tienimi per mano
Jenny