Archivio per Marzo 20, 2008

Pronto a soffrire, ma non rassegnato.

Si dice che oggi le coppie non durano più perché si ha paura della sofferenza che porta l’amore. Le due cose sono inscindibili, come lo sono la sofferenza e la vita stessa. Vivere senza soffrire equivale a non vivere, a non amare appunto. Ma non c’è vita senza provare dolore, al massimo si può sopravvivere, ma non è certo la stessa cosa.

Cara Jenny,

chi scappa alla sofferenza fugge all’amore, scappa alla vita. Pensare di vivere senza soffrire è pura utopia, pensare di vivere senza provocare mai sofferenza a qualcuno è un’altra condizione irrealizzabile. Rassegniamoci, è successo e succederà ancora, l’unico modo per evitare tutto questo è chiudersi in una stanza ed aspettare la morte.

Ma perché finiamo sempre a parlare di queste cose, perché non si può vivere più leggeri e volare, sopra tutto, sopra tutti, come fanno gli angeli. Perché finiamo sempre a parlare del bene e del male, di cose che non si vedono, di paure e preoccupazioni… Perché ci appelliamo all’amore, alla solidarietà se poi i primi che trascuriamo sono quelli che ci stanno più vicini, le persone che ci vogliono bene. Sono lì, sempre accanto a noi, eppure ci arrabbiamo con loro, rispondiamo indisponenti e neghiamo il nostro aiuto quando ce lo chiedono, perché? L’abitudine si mangia anche l’affetto per i propri cari, lo fa diventare una cosa scontata?

Sì, presumere di essere arrivati, pensare che una cosa ci sia dovuta per chissà quale diritto superiore, uccide l’intensità dei sentimenti, forse i sentimenti stessi. E allora perché non provare a vivere le giornate come un dono sempre nuovo, con quel senso di leggerezza che si lega ad un sorriso, ad una carezza, ad un parola gentile?!

Io ci voglio provare, so che l’umore non è sempre lo stesso, so che le pressioni ci cambiano, so che i dolori possono trasformare in peggio le persone… lo so, ma anche la felicità rende diversi, rende migliori. Se l’amore non riesce a cambiarci in meglio, perché inseguirlo?! Se l’amore è la cura dei mali del mondo è perché ci rende migliori. Se così non è, se quella sensazione che parte dalla bocca dello stomaco non è in grado di farci fare cose che mai avremmo immaginato di poter fare per un altro essere umano (per la mia Jenny), allora forse non si tratta di amore.

Se invece è così, sorridi alla vita creatura fortunata, hai ricevuto il più bel dono che Dio può fare ad un essere umano, trovare un altro tuo simile a cui donarti.

Io credo nella gentilezza, nei modi garbati e del sorriso. Credo nella forza rassicurante di un abbraccio, alla dolce pressione delle labbra su una guancia, appoggiate lì per un bacio. Credo nel colloquio, non nel soliloquio, aprirsi è la vita, chiudersi la peggiore delle sciagure.

Non do per scontato che un rapporto debba essere per forza burrascoso, credo nella forza del cambiamento verso qualcosa di buono. Credo che se la scelta è tra una cosa amorevole e gentile ed una odiosa e sgarbata, è verso la prima che ci si avvicina.

So anche non posso pretendere che la si pensi tutti allo stesso modo, ma l’amore è l’unico sentimento universale, che attraversa tutti, in forme diverse magari, ma senza dimenticare nessuno.

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