Archivio per Gennaio, 2008

I promessi sposi :-)

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Il mio miracolo

Cara Jenny,

sono nato il 10 settembre 2006. Sì, fino a quel momento non posso dire di aver vissuto perché non ho mai amato. Quel giorno, dopo settimane di turbamenti, ho provato il più grande dolore della mia vita. Credevo di aver trovato la ragazza giusta per me, ma lei era già di un altro. Capita, ma quando quel giorno ti ho vista accanto a quella persona mi sono sentito male. Un dolore forte, al petto, alla testa, insopportabile! Non saprei dire cosa mi sia successo, ma stavo malissimo. Sono nato sul serio quel giorno, anzi, quella notte.

Non potrò mai far capire a pieno a nessuno quella sensazione, forse solo provandola si può comprendere. Dopo anni di domande interiori, di paura verso l’amore e la vita, mi sono trovato davanti due occhi di fanciulla che mi hanno portato via il cuore per por scoprire che nel suo di cuore c’era già qualcun altro. Non so se si può sopportare un cosa simile, io non ci sono riuscito… e, grazie al cielo, ho reagito.

Cara Jenny, mi hai portato dove i miracoli accadono veramente, dove la Regina della Pace si è mostrata e continua a mostrarsi. Non sempre però c’è bisogno di apparizioni di questo tipo per parlare di miracolo. Il Buon Dio fa tanti piccoli miracoli e noi non ce ne accorgiamo neanche. Come potrei chiamare quello che mi è successo se non con questo nome, miracolo?! Lo dico perché mi conosco, so quale paura e quale blocco ho sempre avuto verso i sentimenti veri, quelli profondi, quelli che portano via… li ho sempre rifiutati, timoroso e vigliacco.

Poi, un giorno sei arrivata tu, il mondo si è fermato, il cuore ha cominciato a battere più forte. Sono bastati pochi giorni e ho capito.

Il mio miracolo ha un nome, il tuo, è niente potrò più chiedere a Dio se non la forza per starti accanto, per renderti felice, per non soffocarti e trattarti dolcemente. Io il mio seme lo coltivo da quel giorno, con la fiducia che non avevo nemmeno in me stesso, quella che anche tu non mi concedevi, quella che tutti non volevano concedere a questa mia storia. Non è forse questo il significato della parola “fede”? C’ho creduto, anche quando sembrava che tu rifiutassi il mio amore.

Forse non sarei
come sono adesso
forse non avrei
questa forza addosso
forse non saprei
neanche fare un passo
forse crollerei
scivolando in basso
invece tu sei qui
e mi hai dato tutto questo

come è grande il mondo insieme a te
è come rinascere
e vedere finalmente che
rischiavo di perdere
mille miliardi e più di cose
se tu non mi avessi fatto
il dono di dividerle con me

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La paura di perderti

Cara Jenny,

riporto questo articolo perchè mi ha molto toccatto.

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Serena Williams ha il cuore spezzato e lo racconta lei stessa nel diario online che tiene sul suo sito. Una confessione strappalacrime in 600 parole nella quale la fortissima tennista rivela di essersi innamorata di un ragazzo che l’ha poi scaricata brutalmente, dicendole di aver bisogno “di più spazio”. Nel post dal titolo “Stand in these shoes (I’m sure u have before)” (mettetevi nei miei panni, sono sicura vi è già capitato…), la Williams rievoca ogni attimo della sua sfortunata storia d’amore: “Quando incontrate una persona con la quale vorreste passare ogni secondo della vostra vita – scrive Serena – non riuscite a stare lontani da lei, cominciate a sentirvi come non vi siete mai sentite prima e a fare cose che mai vi sareste sognate. Lui vi dice che vi adora e che siete fatti l’uno per l’altra e voi vi prendete cura di lui e siete totalmente prese e sentite che questo potrebbe durare per sempre”.

Finora l’americana […] era sempre stata molto abbottonata sulle sue faccende private, ma evidentemente le pene d’amore patite per l’uomo misterioso […] devono averla fatta sciogliere un pochino, tanto da farle ammettere che questo ragazzo è riuscito a conquistarle il cuore, malgrado fosse stata piantata in precedenza da un altro. “Inizi ad avere fiducia in lui – continua Serena – e questo è qualcosa che non credevi sarebbe stato possibile dopo la prima delusione. Ma all’improvviso il tuo cuore esce dalla gabbia d’acciaio in cui lo hai imprigionato, le settimane diventano mesi e tu non vuoi parlare con nessun altro, eccetto lui. E poi un giorno succede quello che tu hai sempre temuto che prima o poi sarebbe capitato: lui smette di chiamarti. E quando lo fa, magari dopo una settimana di totale black-out, è solo per dirti che “ha bisogno di spazio”. Tu resti annichilita da queste parole e capisci il motivo per cui avevi tenuto il tuo cuore in una gabbia d’acciaio: per evitare di vivere ancora un giorno così. E alla fine arrivano anche le lacrime, che ti fanno sentire un po’ meglio, ma il dolore è così forte che ti penetra nell’anima”.

Malgrado la delusione che l’ha lasciata cinica e disincantata, Serena non sembra, però, disposta a rinunciare all’amore: “Alla fine, lo sai che ci riproverai ancora e che ritroverai le chiavi del tuo cuore – conclude la tennista –, ma sai anche che una parte di te continuerà a pensare: succederà di nuovo”. (Fonte: Gazzetta.it)

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Conosco e ammiro l’atleta Serena Williams, non conosco il dolore che si prova quando si viene lasciati, ma non nascondo che il solo pensiero mi fa male, molto male. Ci vuole coraggio per parlare al mondo (Serena è tutt’oggi una delle sportive più famose del mondo e il suto sito web è disponibile in 4 lingue) dei propri problemi, dei propri dolori, ma può far bene sapere che altre persone ci sono passate, che provano le stesse emozioni, che, in fondo, quando si parla d’amore, siamo tutti molto simili.

Vedi Jenny, la paura di perderti mi angoscia da quando stiamo assieme. A volte mi dico da solo che non va bene, che è qualcosa di negativo, che rende gelosi, troppo gelosi; a volte invece mi sembra una cosa buona perchè mi dà la misura di quanto tengo a te. Se puoi, se riesci, aiutami a vincerla, stammi vicina!

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