Cara Jenny,
sai quanto può essere bello vedere una maniglia che si muove? Quella della tua porta di casa, quando venivo a prenderti la sera. Ho imparato a vederla anche al buio, grazie al piccolo riflesso della luce della luna e dei fari della mia giapponesina… E il cuore sempre in gola, col timore che non uscissi o che mi venissi incontro a dire “guarda, non funziona, non me la sento”! Pessimismo, ansia, non so, era tutto più facile quando ero solo il ragazzo che si è dichiarato ad una ragazza quasi sposata.
Poi, una volta colto l’interesse nei tuoi occhi e nelle tue parole, tutto è cambiato. Ho capito che nel tuo cuore qualcosa ti diceva che ero io. A quel punto, nessuno mi ha più tenuto, ma è arrivata anche l’ansia, la paura che ci ripensassi, che rimanessi schiava dell’incantesimo della strega cattiva.
Ma la maniglia si è sempre mossa, la porta si è sempre aperta. Il mio lato oscuro non se n’è ancora andato, forse non lo farà mai, ma piano piano sto imparando ad affrontarlo, grazie soprattutto alla fiducia in te, cresciuta giorno dopo giorno, e nel bene che mi vuoi.